lunedì 27 novembre 2017
mercoledì 22 novembre 2017
Quel 31 ottobre del 1517
di Enrico Maria Romano
“La Discussione sulla dichiarazione del potere delle indulgenze (in latino: Disputatio pro declaratione virtutisindulgentiarum), nota anche come le 95 tesi, fu un elenco di tesi, che il frate agostiniano Martin Lutero propose alla pubblica discussione il 31 ottobre 1517” (così Wikipedia, alla voce 95 Tesi di Lutero).
Il frate agostiniano, “fu accusato e convocato a Roma già nel novembre 1517. Poco dopo Leone X affidò al card. Tommaso de Vio detto il Gaetano (o Cajetano) il compito di indurre Lutero a revocare, ma né l’incontro tra di loro nell’ottobre del 1518 ad Augusta, né la disputa, a cui partecipò anche il riformatore Karlstadt, tenuta nel giugno-luglio 1519 a Lipsia con Giovanni Eck, validissimo difensore del cattolicesimo, portarono ad un accordo” (Denzinger, edizione del 2003, p. 626).
Così il pontefice, dopo dialoghi e dibattiti teologici tesi a trovare una soluzione condivisa, decise di promulgare la Bolla Exurge Domine, il 15 giugno 1520, a quasi 3 anni dalla provocazione luterana.
Il documento pontificio del 1520 (Denz. 1451-1492) – e non le 95 tesi di Lutero – noi dobbiamo ricordare, celebrare e rimeditare. In questa solenne Bolla di 5 secoli fa risuona, nitidamente, la voce dello Spirito Santo, il messaggio intramontabile di Cristo, la definitiva Rivelazione del Padre all’umanità e alla Chiesa.
“Le proposizioni della Bolla riportano quasi sempre con precisione le parole di Lutero” (p. 626): la loro falsità però a volte è palese e conclamata, a volte meno. Tuttavia le 41 proposizioni luterane inserite nella Bolla, sono condannate dalla santa Chiesa coi termini più categorici: “Tutti e ciascuno gli articoli o errori sopra elencati, Noi li condanniamo, respingiamo, e rigettiamo totalmente (…) come eretici, scandalosi, falsi, offensivi per le pie orecchie, o in quanto capaci di sedurre le menti degli uomini semplici e in contraddizione con la fede cattolica” (Denz. 1492).
Mentre moltissimi credenti e prelati, pastori infedeli e cristiani anonimi fanno di tutto per riabilitare Martin Lutero, l’eretico per eccellenza, l’eretico per antonomasia, noi cattolici senza aggettivi, elenchiamo le più assurde affermazioni del rivoluzionario tedesco.
Ricordare gli errori del passato, e la loro condanna solenne e definitiva, sia un monito per il presente e un impegno di amore alla verità per il futuro. Ecco le più oltraggiose affermazioni di Lutero, censurate dallo Spirito Santo, attraverso papa Leone. Si vedrà che la questione delle indulgenze fu solo un pretesto usato dal monaco apostata per distruggere il cristianesimo e fondare il luteranesimo.
Si capirà anche quanto sono nel torto quei cattolici modernisti che credono di poter superare le contraddizioni dottrinali e teologiche con un cammino ecumenico ridotto al minimo comun denominatore: pace, amore e fantasia.
1.E’ sentenza eretica, ma largamente seguita, che i sacramenti della Nuova Alleanza danno la grazia giustificante a coloro che non vi pongono ostacolo
2. Negare che il peccato rimane nel bambino dopo il battesimo, significa disprezzare insieme Cristo e Paolo
5. Che le parti della confessione siano tre: contrizione, confessione e soddisfazione non è fondato nella Sacra Scrittura, né negli antichi santi dottori cristiani
12. Se, per assurdo, colui che si confessa non fosse contrito, oppure il sacerdote assolvesse non sul serio, ma per gioco, se tuttavia egli si crede assolto, è assolto con assoluta certezza
17. I tesori della Chiesa, da cui il papa trae le indulgenze, non sono i meriti di Cristo e dei Santi
20. Si ingannano coloro che credono che le indulgenze sono salutari e utili per il bene dello spirito
23. Le scomuniche sono soltanto pene esteriori, e non privano l’uomo delle comuni preghiere spirituali della Chiesa
25. Il Pontefice romano, successore di Pietro, non è il Vicario di Cristo sopra tutte le chiese del mondo intero, dallo stesso Cristo costituito nel beato Pietro
27. E’ certo che non è affatto in mano della Chiesa o del Papa lo stabilire gli articoli di fede, e anzi neppure le leggi morali o le opere buone
31. In ogni opera buona il giusto pecca
32. L’opera buona compiuta nel modo migliore è peccato veniale
34. Combattere contro i Turchi è opporsi a Dio, che visita le nostre iniquità per mezzo loro
37. Il purgatorio non può essere provato mediante la Sacra Scrittura che si trova nel Canone
38. Le anime nel purgatorio non sono sicure della propria salvezza, almeno non tutte
Per cogliere bene l’eredità sacrilega, secolarizzante e a termine distruttiva di ogni istituzione stabile dell’eresia luterana, si legga l’ottimo libretto di Angela Pellicciari, Martin Lutero. Il lato oscuro di un rivoluzionario, Cantagalli, 2016.
da: www.libertaepersona.org
martedì 21 novembre 2017
lunedì 20 novembre 2017
In Inghilterra vogliono abolire la dicitura “Avanti Cristo” e “Dopo Cristo”
di Domenico Bonvegna
La notizia non l’ho letta sui “grandi” giornali
forse perché a questi è sembrata una barzelletta e, quindi, non hanno voluto
abbassarsi a simili sciocchezze; tuttavia essa è circolata ugualmente e si è
capito che, col pretesto della “laicità” etc. etc., in realtà per timore
reverenziale dell’Islam – la religione ormai più praticata
“oltre-Manica” –, in Inghilterra pensano di mettersi al sicuro cancellando
perfino il Nome del Fondatore del Cristianesimo.
Alcune
veloci considerazioni:
1) intanto a me non pare una barzelletta, né una
sciocchezza, come probabilmente è sembrata ai “padroni” della grande stampa che
non l’hanno presa neanche in considerazione, ma l’ulteriore segnale della mania
di auto-annichilimento (“cupio dissolvi” in buon latino) dell’Europa moderna e
neopagana; questa, infatti, dopo il clamoroso rifiuto – votato anni fa nel
“sinedrio” di Strasburgo da tutte le Sinistre, anche italiana – di menzionare
le “radici cristiane” nel Preambolo della Costituzione europea, cerca, con
logica conseguente, di cancellare ad uno ad uno perfino i numeri e i nomi che a
quelle “radici” possano riferirsi: l’abolizione dell’ “a.C.” e del “d.C.”
forse potrà far sorridere qualcuno, data la volgare scemenza della trovata di
cui i compassati britannici dovrebbero
chiedere scusa, ma di sicuro è parte di quella dissennata auto-punizione
con cui l’Occidente “civile” si colpisce da anni con le sue stesse mani.
2) se l’Europa, ormai post-cristiana, spera con
tali mezzucci di “dialogare” (“dialogo”, al pari di altre come “pace”,
“tolleranza”..., è parola magica e talismano luccicante!) con l’Islam,
in questo modo perde già in partenza la “partita”: infatti, vergognandosi e
spogliandosi della sua storia – in massima parte cristiana – l’Europa si svuota
della sua stessa sostanza e si riduce alla insignificanza e al “nulla”.
Domanda: c’è qualche esperto, primo della classe, che pensa che l’Islam,
religione diffusa in mezzo mondo, si cali a dialogare col… “nulla”?
Così, esso vincerà su tutta la linea senza bisogno di “medici e speziali” della
“guerra santa”.
3) per risolvere il problema che diverrà sempre più
stringente nel prossimo futuro, il
nostro Continente nel fondo del suo cuore forse coltiva due “speranze”:
la corruzione/assuefazione e la conversione degli islamici.
La prima è la “speranza” di intellettuali laico-progressisti, “maestri”(!)di
pensiero e di vita, filosofi, gazzettieri, politici presidenti ministri o
assessori di qualcosa, teatranti e ripetitori applauditi a comando nelle
televisioni, i quali nell’animo loro “sperano” che gli islamici, a contatto con
il progresso, il mercato, le banche, la globalizzazione (e... il sesso liquido,
la droga, la discoteca, il femminismo, l’aborto anche post-natale, le famiglie
“altre”, l’utero in affitto con donne e bambini comprati, il gender nelle
lezioni a scuola, la libertà assoluta…) si adeguino a tali costumi e si lascino
“corrompere” diventando anch’essi quel “niente” in cui l’Europa
sembra si stia riducendo soprattutto a causa della paurosa denatalità.
La seconda è la “speranza” di quelli che sono o credono di essere ancora
cattolici e che sperano nella “conversione”: cosa che la Chiesa, in
verità, ha sempre cercato e voluto inviando i missionari “a convertir le
genti”, si cantava in un inno dei miei tempi lontani di seminario.
Attenzione. Ambedue le “speranze” possono non
avverarsi e rimanere solo desideri inappagati; io penso, infatti, che sia molto
improbabile che gli islamici si lascino “assuefare” o “corrompere” o
“convertire” da quello che in blocco, confondendo il buono e il cattivo
della nostra società, giudicano con disprezzo essere il “nulla”
dell’Occidente! Ovviamente, spero tanto di sbagliarmi e che i
miei siano solo pensieri schematici di un “reazionario”, “populista”, “avanti
negli anni”... con l’uzzolo di scrivere “foglietti” per i cinque benevoli amici
lettori; intanto, come cattolico, prego affinché si avveri la “seconda
speranza”, consapevole, però, che l’ “impresa” non riuscì neanche a
Francesco d’Assisi ch’era partito con la Crociata!
4) obiezione: ma ciò che è accaduto in Inghilterra,
in Italia non potrà avvenire…;
risposta:
e chi può garantire con sicurezza che esso non avvenga anche in Italia?
Intanto la negazione della fede cristiana è in atto
anche nel nostro Paese, per accorgersi basta avere occhi aperti, guadarsi
intorno e prendere nota: giorni fa – ma è solo l’ultimo esempio –
all’università di Macerata una professoressa, per aver detto in pubblico un’Ave
Maria per la pace, è stata insultata da un comitato di studenti di sinistra e
contestata dal rettore; se l’apostasia,
poi, non arriva forse ai traguardi di altri paesi europei, è perché la nostra
società, per ovvie ragioni storiche, è rimasta più legata di altre al Cattolicesimo
e alla Chiesa di Roma la quale – al di là di preti, prelati e papi più e meno
degni – nei secoli ha “protetto”, “difeso” e quindi “unificato” la cultura
della Nazione italiana ben prima del 1861; a tal proposito riporto le
auree parole di Ludovico Antonio Muratori – 1672-1750 – (non è un “quidam” qualsiasi come sono io, ma
il fondatore della storiografa moderna!): “Non c’è dubbio che, senza la
presenza del Papato a Roma, parte dell’Italia [del Nord] sarebbe divenuta una provincia tedesca. E l’altra parte [del Sud] una provincia musulmana”.
Poche e precise proposizioni di un “esperto” vero
di Storia che immediatamente fanno giustizia di tante favole raccontate contro
la Chiesa nelle televisioni, nei film e ad alunni ignari da professorini di
scuola che non hanno studiato. Tutto questo il vero Popolo italiano lo
“percepisce” e lo “sente” nonostante che la propaganda contraria, soprattutto
in questi ultimi decenni, si sia fatta più accanita e capillare; ecco perché da
noi la marcia trionfale della Rivoluzione – ad esempio, contro la Famiglia
naturale – può incontrare ancora delle resistenze: la manifestazione
improvvisata con milioni di persone al
“dies familiae” o “family day” a Roma (30 gennaio 2016) contro la “legge
Cirinnà” dimostra bene tale resistenza spontanea del “basso popolo”, di cui
faccio parte.
Tuttavia quello che accade in altri paesi contro il
Cristianesimo è esattamente ciò che una setta potentissima di manovratori
auspicano che avvenga anche in l’Italia: è vero, da noi forse non si arriverà
alla cancellazione ridicola dell’ “a.C” e del “d.C.”; da noi
ancora le chiese non sono deserte e, quindi, non vengono vendute ai migliori
offerenti miliardari che ne fanno ritrovi notturni per gente danarosa come
succede nel Nord Europa dove molti si dichiarano ormai atei e non credenti; ma
la “setta”, appollaiata sul vertice della “Piramide”, a tale risultato vuole
che si arrivi anche nella nostra Patria: cioè alla distruzione, una
tessera alla volta, del meraviglioso mosaico cristiano che i nostri Padri
avevano composto in tanti secoli.
Conviene a tutti, credenti e non, saperlo prima.
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